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Controllo dipendenti: quando è legittimo e quando viola la Privacy

Il Garante per la Privacy ha dichiarato che il datore di lavoro non può controllare l’e-mail e la navigazione su Internet dei dipendenti, salvo per casi eccezionali

Il controllo dei lavoratori è un tema scottante e quanto mai attuale, poiché coinvolge diversi fattori. Da un lato, la possibilità da parte dell’azienda di verificare la presenza di eventuali illeciti commessi dai dipendenti. Dall’altro, il diritto alla Privacy e alla riservatezza da parte dei lavoratori. In merito a quest’ultimo aspetto, l’art.4 dello Statuto dei lavoratori vieta al datore di lavoro di effettuare qualsiasi controllo a distanza sui dipendenti. I controlli a distanza comprendono anche il monitoraggio della casella di posta elettronica e della navigazione su Internet. Tuttavia, esistono alcuni specifici casi, stabiliti dalla Corte di Cassazione, in cui il datore di lavoro può effettuare dei controlli sui propri lavoratori.

Controlli e-mail: cosa può fare il datore di lavoro?

Se è vero, da un lato, che il datore di lavoro non può controllare le e-mail dei dipendenti, tuttavia, dall’altro, può adottare adeguate misure precauzionali per evitare l’uso improprio della posta elettronica. Spetta all’azienda definire in che modo vengono utilizzati gli strumenti in dotazione (ovviamente nel rispetto dei diritti dei dipendenti). In questo senso, il Garante ha consigliato alle imprese l’utilizzo di specifiche policy interne, definite in concomitanza con i rappresentanti sindacali, per informare i lavoratori sulle modalità di utilizzo di Internet e della casella e-mail, e sulla possibilità che vengano effettuati dei controlli. Inoltre, il datore di lavoro può adottare anche soluzioni specifiche, come ad esempio l’uso di appositi filtri per prevenire l’accesso a siti inseriti in black list o il download di file multimediali. Nel caso della mail, invece, l’azienda potrebbe valutare la possibilità di attribuire al dipendente un altro indirizzo, destinato esclusivamente alla comunicazione personale.

In quali casi l’azienda può effettuare dei controlli sui dipendenti?

Secondo la sentenza n. 4746/2022 della Cassazione, il datore di lavoro può effettuare dei controlli a distanza sui lavoratori nel caso in cui si verifichi, o vi sia il sospetto che si possa verificare, un illecito ai danni dell’azienda e del patrimonio aziendale. Questo tipo di controlli vengono definiti controlli difensivi. La Corte Suprema ha specificato, inoltre, che suddette verifiche non devono riguardare le modalità in cui il lavoratore svolge la propria mansione (come stabilito dall’art.4 dello Statuto), ma soltanto la presenza di eventuali illeciti. Il Garante ha sottolineato, infine, che tali controlli devono essere effettuati con gradualità e nel rispetto della normativa sulla Privacy.

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