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Emergenza Covid-19 e adempimenti Privacy

L’emergenza generata dal COVID-19, nell’ambito della Security aziendale, ha impattato anche sulla Privacy delle persone.

In prima battuta, con il Parere del 2 Marzo 2020, il Garante della Privacy si è espresso in modo negativo sulla rilevazione della temperatura corporea dei dipendenti, raccomandando ai Titolari del trattamento di non effettuare iniziative autonome che prevedano la raccolta di dati anche sulla salute di utenti e lavoratori che non siano normativamente previste o disposte dagli organi competenti.

Con il “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” la situazione è mutata.

Il Protocollo, infatti, stipulato tra il Governo, i Sindacati e le Associazioni di categoria, ha stabilito che il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro, potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea senza che il dato venga registrato. L’unica eccezione avviene nel caso in cui la temperatura rilevata sia superiore ai 37,5°, in tale circostanza è possibile identificare l’interessato, registrare la temperatura e impedirne l’accesso ai locali.

Lo stato di emergenza in cui ci troviamo ha reso necessaria l’adozione di misure eccezionali che prevedono anche la sospensione temporanea di diritti sulla protezione di dati personali, sempre nel rispetto dei principi di necessità e proporzionalità già previsti dal Regolamento Europeo 2016/679.

Tale condizione dovrà essere circoscritta al periodo di emergenza che, una volta cessato, richiederà il ripristino delle piene garanzie e delle regole dei dettati normativi.

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