fbpx
Ultime Notizie
Archivio
3 min

Privacy: il Garante approva il nuovo piano ispettivo

Il Garante per la Privacy ha approvato il piano ispettivo per il secondo semestre 2020. Sotto la lente d’ingrandimento whistleblowing, fatturazione elettronica, food delivery, data breach, telemarketing e dati anagrafici.

Il Garante per la Privacy ha approvato il nuovo piano ispettivo per il secondo semestre del 2020. L’attività di controllo e verifica svolta in collaborazione con il Nucleo speciale tutela Privacy e frodi tecnologiche della Guardia di Finanza è in linea con quella avviata nei primi sei mesi dell’anno in corso. Nello specifico, coinvolge ambiti e settori quali, i software per la gestione del whistleblowing; intermediari per la fatturazione elettronica; società di food delivery; le violazioni sulla sicurezza dei dati (data breach). Compaiono nella lista anche le società di rating reputazionale, gli enti pubblici per il rilascio dei certificati anagrafici, enti pubblici e società private che offrono servizio di call center.

L’attività ispettiva è volta a verificare l’accoutability dell’azienda, ovvero che i dati in possesso siano trattati secondo quanto stabilito dal GDPR. Nello specifico, nella newsletter del 26/10/2020, il Garante ha evidenziato che “i controlli si concentreranno anche sull’adozione delle misure di sicurezza da parte di pubbliche amministrazioni e di imprese che trattano particolari categorie di dati personali; sul rispetto delle norme sulla informativa ed il consenso; sui tempi di conservazione dei dati. L’attività ispettiva verrà svolta anche a seguito di segnalazioni e reclami, con particolare attenzione alle violazioni più gravi”.

Nella newsletter, l’Autorità ha fatto anche un primo bilancio dei primi sei mesi del 2020. Stando ai numeri, le sanzioni comminate alle organizzazioni, soprattutto private, sono salite a 7 milioni e 108 mila euro rispetto a 1 milione e 223 mila euro del primo semestre 2019 (+ 481%). Inoltre, le iscrizioni a ruolo per il primo semestre del 2020 ammontano a 5 milioni e 42 mila euro, contro i 2 milioni e 248 mila euro del primo semestre 2019 (+ 124%). Le iscrizioni a ruolo riguardano i trasgressori che non si sono avvalsi della facoltà di definizione agevolata prevista dal decreto legislativo n.101 del 2018.