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Privacy: sanzioni per chi condivide dati aziendali su WhatsApp

Uno studio di Veritas Technologies evidenzia l’uso massivo delle app di messaggistica per la condivisione di dati sensibili e informazioni riservate aziendali.

Oltre il 70% dei dipendenti usa WhatsApp, o altre app di messaggistica, per condividere informazioni riservate dell’azienda per cui lavorano. È quanto emerso da uno studio di Veritas Tecnologies, società leader nella produzione di software per la protezione dei dati. La ricerca ha coinvolto 12.500 aziende presenti in diverse aree del mondo, dall’Europa agli Stati Uniti, dal Medio Oriente al Sud Est Asiatico. Veritas Tecnologies ha evidenziato che il 75% dei dipendenti utilizza WhatsApp e i software di videoconferenza online (come Teams e Zoom) per condividere dati sensibili. Il 71% dei dipendenti ha ammesso di usare le app di messaggistica per inviare informazioni critiche riguardanti l’azienda per cui lavorano. Inoltre, il 79% ha affermato che in futuro si troverà di nuovo ad usare questi canali per condividere informazioni aziendali e dati sensibili.

Secondo gli esperti, l’uso massivo di WhatsApp e di altre piattaforme per motivi di lavoro è una diretta conseguenza della pandemia. Tuttavia, questa tendenza non sembra destinata a scomparire. Il problema principale non riguarda soltanto la sicurezza dei dati, ma soprattutto la Privacy. L’uso di WhatsApp per condividere un certo tipo di informazioni (quali password aziendali, dati dei clienti, informazioni bancarie e salariali) non è consentito dalle policy aziendali e molte aziende potrebbero incappare in pesanti sanzioni per non aver rispettato la normativa. Non a caso il 30% degli intervistati ha dichiarato di “essere stato ammonito dai propri responsabili dopo aver inviato tali dati confidenziali tramite canali non consentiti dalle procedure interne”. Diverse aziende sono già state sanzionate, come ad esempio Raiffesein Bank e Banca Transilvania.

“Ci troviamo di fronte a un fenomeno molto preoccupante che, se trascurato, tenderà ad aggravarsi ulteriormente” ha commentato Federprivacy. “Molte aziende hanno perso il controllo dei propri dati a causa dei dipendenti che ricorrono alla scorciatoia delle app per le comunicazioni di lavoro”. A fronte di questa situazione, Federprivacy ha attivato un sondaggio per comprendere la portata del fenomeno in Italia circa l’utilizzo di WhatsApp e di altre applicazioni per l’invio di dati aziendali.