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Privacy, Telepass multato per scambio dati senza consenso

L’Antitrust ha sanzionato Telepass per aver condiviso i dati dei propri clienti con compagnie e intermediari assicurativi, senza averli adeguatamente informati.

Telepass è finito nel mirino dell’Antitrust per aver scambiato i dati personali dei propri clienti con compagnie e intermediari assicurativi, senza averli adeguatamente informati. L’azienda, insieme a Telepass Broker è stata multata per 2 milioni di euro. L’attività incriminata riguarda il servizio offerto da Telepass, tramite la propria app, ai clienti titolari degli abbonamenti Telepass Family e Telepass Viacard. Quest’ultimi infatti possono richiedere ed ottenere un preventivo di RC auto e pagare il premio attraverso lo stesso conto con il quale l’utente paga l’abbonamento del telepedaggio.

L’Antistrust ha contestato a Telepass di non aver informato, in modo chiaro ed esaustivo, i propri clienti circa il fatto che i loro dati sarebbero stati scambiati con compagnie e intermediari assicurativi, anche per fini commerciali. L’informativa presentata ai clienti infatti faceva leva sulla semplicità e sulla convenienza economica della procedura. Tuttavia, non spiegava che i dati sarebbero stati utilizzati da Telepass per scopi commerciali diversi rispetto a quelli per cui erano stati raccolti, ossia la fornitura del preventivo. In seconda battuta, Telepass e Telepass Broker hanno fornito ai propri clienti il preventivo senza spiegare i criteri sulla base dei quali ne veniva scelto uno, anziché un altro.

L’Antitrust ha scoperto anche che Telepass aveva un accordo con due intermediari per far sì che, al momento del rinnovo, al cliente venissero proposte le offerte di quei partner, “anche in presenza di soluzioni meno onerose da parte di altri operatori”. I dati condivisi tra le due società del gruppo Telepass riguardavano principalmente numero di targa, data di nascita e indirizzo di residenza del cliente. Tuttavia, quelli che ricevevano dalle compagnie assicurative erano molti di più. Inoltre, tali informazioni venivano conservate dall’azienda per i 13 mesi successivi alla fine del rapporto, dando a Telepass “tutto il tempo di sfruttarli e gestirli in via autonoma e indipendente sotto l’aspetto commerciale”. L’Antitrust ha fatto sapere che alla fine Telepass ha aggiornato l’informativa sul processo di preventivazione, rendendola più chiara e colmando le lacune rilevate.