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Quali sono i rischi per il lavoratore che ruba i dati aziendali?

Un lavoratore che sottrae i dati aziendali commette un illecito che si ripercuote sotto il profilo civilistico, disciplinare, penalistico e della Privacy.

L’appropriamento indebito, da parte di un lavoratore, dei dati aziendali, ossia che appartengono all’azienda, è un reato punibile con il licenziamento. Questo comportamento, infatti, lede il vincolo di fiducia che sussiste tra il datore di lavoro e il dipendente, minandone le basi per una continuazione futura. Ad aggravare la questione, è che i dati trafugati dal lavoratore possono essere utilizzati per scopi personali o venduti a terzi, magari concorrenti dell’azienda di cui fa parte. Tale comportamento ha implicazioni su più livelli, quello civilistico, disciplinare, penalistico e quello che concerne la Privacy.

Le quattro tipologie di rischio per il dipendente infedele

Il rischio disciplinare è il primo aspetto da prendere in considerazione e comprende le sanzioni imposte ai danni del lavoratore. Nel momento in cui un dipendente sottrae dei dati dai dispositivi aziendali commette un illecito al quale susseguono delle misure sanzionatorie, tra le quali il licenziamento per giusta causa. Le sanzioni, inoltre, possono estendersi anche sotto il profilo penale per una serie di aggravanti quali ad esempio spionaggio industriale, reati informatici e contro il patrimonio aziendale. Il rischio civilistico, invece, espone il lavoratore alla richiesta di risarcimento danni da parte dell’azienda, che nel caso di concorrenza sleale acquisisce maggior valore economico. Infine, esiste anche un rischio legato alla privacy che espone il lavoratore infedele alle sanzioni amministrative per il trattamento illecito dei dati e la violazione degli obblighi previsti dalla normativa sulla protezione dei dati personali.

Privacy: i rischi per il dipendente e per il datore di lavoro

Sotto il profilo della Privacy la situazione è un po’ più complessa. Se da un lato il lavoratore infedele dovrà rispondere della sua condotta di fronte al Garante, dall’altra anche il datore di lavoro può incorrere nella possibilità di essere sanzionato. La sottrazione illecita dei dati, che di fatto rappresenta una violazione, dimostra infatti una cattiva organizzazione aziendale in materia. Questo si traduce nel fatto che il datore di lavoro da vittima si trasforma in reo, con la situazione che potrebbe complicarsi nel caso in cui i dati riguardino i clienti. Ai fini di evitare ulteriori sanzioni pecuniarie, inoltre, è di fondamentale importanza che il datore di lavoro denunci immediatamente l’accaduto all’Autorità e informi subito gli interessati dell’avvenuta violazione.

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