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Risk Management: misurare il rischio per prevenire i danni

Cyber Crime, eventi climatici, incertezza economica: sono solo alcune delle minacce che preoccupano le aziende, ma per prevenirle serve una misurazione oggettiva dei rischi.

In quest’ultimo anno, caratterizzato dall’emergenza sanitaria, dall’evoluzione tecnologica e dall’aumento degli attacchi informatici, le aziende hanno compreso l’importanza della risk management. In un contesto sempre più mutevole, l’analisi, la valutazione e la mitigazione dei rischi è un fattore fondamentale per le aziende. Uno studio di Ferma, associazione europea dei risk manager, e PwC ha evidenziato le principali fonti di preoccupazione per le aziende italiane nei prossimi anni. Nella lista compaiono le incertezze economiche e il cambiamento delle abitudini dei consumatori, la cyber security, i cambiamenti climatici e i danni ambientali.

Una questione culturale

Nonostante questo, molte aziende italiane non hanno ancora compreso o non si sono adeguatamente attrezzate per una corretta pianificazione e gestione dei rischi. Fatta eccezione per le grandi aziende, dove il risk manager affianca il direttivo, nelle piccole medie imprese, ma anche nella pubblica amministrazione, questa figura professionale è spesso carente. In alcuni casi, i datori di lavoro e i manager non hanno ancora compreso i benefici del risk management, considerandolo unicamente come un ulteriore costo per l’azienda. In questo approccio traspare un importante gap culturale, tutt’al più che i danni che possono conseguire a un attacco informatico o a un incidente ambientale possono essere maggiormente rilevanti. Ed oltre ai risvolti economici, i danni comportano anche gravi ripercussioni sul piano reputazionale e d’immagine, minando le basi della sua crescita.

L’importanza dei dati

Ad oggi le organizzazioni e le società possiedono un enorme quantitativo di dati e informazioni, quali report di settore, analisi di mercato, sondaggi sui consumatori, etc. sui quali costituire i processi decisionali di un’azienda. Questo accade in molti ambiti, dal marketing alle risorse umane. Lo stesso discorso vale anche per il risk management. Una corretta analisi e valutazione dei rischi non deriva da una valutazione arbitraria e soggettiva circa le probabilità che un evento futuro si verifichi, ma dall’analisi oggettiva dei dati e delle informazioni disponibili. Il metodo quantitativo si basa sull’utilizzo di banche dati e modelli predittivi per analizzare le probabilità di rischio. In questo modo è possibile individuare i principali pericoli e intervenire in modo mirato, pianificando un piano dettagliato e preciso di prevenzione e riduzione dei rischi in azienda.