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Videosorveglianza: il 38% delle telecamere è sprovvisto di cartelli informativi

Il 38% degli impianti di videosorveglianza non presenta regolare cartello informativo: i dati emesi dallo studio Federprivacy-Ethos Academy.

Un impianto di videosorveglianza su tre è sprovvisto di apposita cartellonistica che informa il cittadino sulla presenza delle telecamere in loco. È quanto emerso da una recente ricerca di Federprivacy, realizzata in collaborazione con Ethos Academy, che evidenzia una situazione piuttosto diffusa e allarmante. Secondo l’opinione dei cittadini, soltanto l’8% delle telecamere è munito di regolare cartello con le corrette indicazioni normative e le informazioni di base per l’utente. Nel 54% dei casi, l’informativa è obsoleta, errata o incompleta.

Lo studio di Federprivacy-Ethos Academy ha analizzato il problema anche dal lato azienda. Di oltre mille sanzioni comminate con l’introduzione del GDPR, il 15,2% (ossia 161) sono riconducibili a violazioni commesse attraverso telecamere e impianti di videosorveglianza, per un ammontare complessivo di circa 3,9 milioni di euro. Delle 161 violazioni in questione, l’80% sono avvenute nell’ultimo biennio, a dimostrazione del fatto che le aziende non si sono adeguatamente aggiornate in materia.

Infine, il sondaggio ha interessato anche progettisti e istallatori. In questo caso, sono emerse notevoli lacune, che testimoniano una scarsa conoscenza e consapevolezza sulla questione da parte degli intervistati. Su un campione di oltre mille professionisti del settore, il 23% ha affermato di non essere soggetto ad alcun rischio in tema di protezione e tutela della privacy nello svolgere la propria attività. Per il 31% il rischio è medio, mentre soltanto il 46% degli intervistati (meno della metà) è consapevole di avere a che fare con temi complessi che comportano un rischio elevato.

Nello specifico, la scarsa preparazione sotto questo aspetto viene registrata nelle regioni del Sud Italia. In queste zone, soltanto il 3% delle aziende ha un DPO o un’altra figura dedicata ai temi legati alla privacy. Inoltre, nella stessa area geografica, soltanto il 15% dei professionisti avverte la necessità di ulteriori approfondimenti e aggiornamenti. Non è un caso, quindi, che il Garante abbia inserito tra le attività ispettive del primo semestre del 2022 il controllo dei sistemi di videosorveglianza.

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